L’ortodonzia parte da una diagnosi completa.
Valutiamo denti, arcate, profilo, masticazione, igiene e crescita nei pazienti più giovani.
Denti storti, spazi, affollamento o morso scorretto non sono solo estetica. Allineare significa migliorare sorriso, funzione e stabilità. Mascherine o apparecchio si scelgono dopo la diagnosi.
Valutiamo denti, arcate, profilo, masticazione, igiene e crescita nei pazienti più giovani.
Gli allineatori sono una possibilità, ma non sempre la più indicata: contano i movimenti necessari, la collaborazione e la stabilità finale.
L’ortodonzia è il settore dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi, della prevenzione e della cura delle malocclusioni, presenti qualora vi sia una cattiva relazione fra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore. La terapia cura la posizione anomala di uno o più elementi dentali, eliminando il danno che questa alterazione porta sull’estetica del volto e sulle funzioni della respirazione, masticazione e fonazione. Attualmente si fa largo uso degli allineatori invisibili, una serie di mascherine in materiale plastico, trasparenti e rimovibili, che accompagnano la dentatura nella posizione desiderata, in maniera dolce e graduale.
Domande frequenti
No. Sono molto utili in molti casi, ma non sostituiscono la diagnosi. Prima si valuta che tipo di movimento serve e quanto è prevedibile.
L’età da sola non è un limite. Conta la salute di denti e gengive, la motivazione e il tipo di correzione necessaria.
Dipende da affollamento, morso, obiettivi e collaborazione. Dopo la visita si può stimare un percorso realistico.
Si può avvertire pressione o fastidio nei primi giorni dopo l’attivazione o il cambio mascherina. Di solito è temporaneo.
Serve una contenzione. I denti tendono a muoversi nel tempo: mantenere il risultato è parte del trattamento.
Una valutazione precoce aiuta a intercettare crescita, morso, respirazione e abitudini. Non sempre si interviene subito, ma si decide quando ha senso farlo.